Kialì avrebbe tanto voluto affondare le zanne nell'ala della mezza Furry per strappargliele da quel piccolo corpicino da tigre blu. Ridicolo oltretutto, una tigra blu non esisteva.
RInghiò e sghignazzò al solo pensiero di un felino tutto azzurro.
-Mi chiamo Hikoji...e lei non è un mostro, si chiama Kialì, ed è la Chavalshater di mio fratello...- e lì Hikoji cominciò con una serie di presnetazioni che non servivano assolutamente a nulla:
-...che è un mezzodemone, fratello di mia sorella, che è amica di un mago che è amico di un soldato che è amico di un amico di mio fratello che è amico di Vetryis, che è la vampira da cui ti stiamo portando e che...-*Hi', credo che abbia capito il concetto* rise la dragonessa, perchè delle congetture cosìdivertenti erano tipiche solo di quel ragazzino.
Continuarono a camminare fino a che non sbucarono in una minuscola radura dove c'era una grande villa un po' malandata, tipica di una strega.
-Spero che Vetriys sia tornata dal castello dei Chevalier, o mi toccherà sorbirmi questa qui per tutto il viaggio fino a lì...- borbottò Kialì, che, avendo tra i denti le ali della Furry, dovette stringere un po' la presa per poter parlare senza collegamento mentale.
La porta s'aprì improvvisamente e dal buio all'interno della villa sbucò una giovane fata dai capelli ed ali nere, vestita con un vestito nero, con lo smalto delle unghie nero...insomma, una tipicamente alla black, se non fosse stato per gli occhi che erano di un rosso scarlatto, chiaro, perchè, a quanto testimoniavano le mani sporche di sangue e il rivolo rosso che colava dalle labbra, aveva appena terminato il banchetto.
-Hikoji, Kialì, vi stavo aspettando...-Hi' sorrise: si era dimenticato che la vampira poteva avvertire le sensazioni altrui, e anche il suo desiderio di parlare con qualcuno che sapesse dive fosse suo fratello. La fata inclinò la testa di lato:
-...Ma non aspettavo la visita di costei...-Fece un riverente inchino, poco prima che kialì mollasse la presa sulle ali della furry e la lasciasse cadere ai suoi piedi.
-Siate la benvenuta, come posso esservi utile...?- osservò la ferita all'ala:
-Capisco...prego, entrate pure...anzi, no, altrimenti kialì non può venire. vi porterò delle sedie.-Ed entrò nella villa, uscendone poco dopo con tre sedie: una per sè, una per Chertalia e una per il bambino. La dragonessa avrebbe dovuto accovacciarsi sull'erba. Posò la propria sedia di fornte a quella per Cheralia e le fece segno di sedersi davanti a lei, posando sulle proprie gambe un rotolo di garza e delle erbe.
-Penso di potervi curare...se volete. Ne ho il permesso?- chese calma alla furry, attendendo che si sedesse, mentre Kialì già le sie era accovacciata affianco e Hi' si era seduto sull'ultima sedia rimasta.