Manticora
Nei bestiari medievali la Manticora era annoverata tra le creature fantastiche che vivevano nella lontana India. La prima descrizione della Manticora ce la fornisce Ctesia di Cnido, un viaggiatore greco vissuto tra il V ed il IV secolo a.C. La sua descrizione ci dice che questa creatura aveva una livrea color rosso, il corpo di leone e la testa umanoide. Era munita di tre file di denti sia sulla mandibola che su la mascella e aveva la codasimile a quella dello scorpione da cui era in grado di scagliare aculei avvelenati simili a dardi. Il nome Manticora potrebbe essere di origine persiana e significhirebbe “mangiatrice di uomini”. La sue capacità, oltre a quella di scagliare letali aculei era quella di compiere grandi balzi che le permettono di superare anche gli ostacoli più difficili. Creatura quasi invulnerabile può essere uccisa solo da un leone. Spesso citata nelle leggende cristiane, rappresenta l’incarnazione del malevolo o dello stesso Diavolo. Geremia, uno dei profeti della Bibbia e smantellatore infaticabile di false credenze, è spesso ritratto proprio con questa creatura al suo fianco.
silfide
La Silfide è una figura femminile della mitologia. Si tratta di un genio del vento e dei boschi, e possiede una figura agile e snella, tanto che la parola si usa anche per indicare ragazze di analoga corporatura.
Le silfidi sono in gruppi con i Silfi, loro corrispondente maschile. Le Silfidi appartengono all’Elemento Aria. Paracelso le chiamava anche Silvani. Di queste creature evanescenti si conosce ben poco; si sa che vivono nel vento e che si spostano nelle correnti aeree e sono creature estremamente timide, anche se non disdegnano il contatto con gli umani. Spesso sono ingannevoli, specie quelle di natura femminile, ma altre volte sono dolci, comprensive e utili: se ritengono che l'aiuto per la cosa desiderata sia corretta allora sono capaci di rivoltare il mondo pur di aiutarti. I luoghi idonei per incontrarle sono le pianure, le montagne, le altezze vertiginose e comunque i luoghi molto ventosi
lamia
Le lamie dell'antichità greca erano figure in parte umane e in parte animalesche, rapitrici di bambini; fantasmi seduttori che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne. Venivano spesso chiamate anche empuse, sebbene il mito delle empuse, figlie o serve di Ecate, avesse origini differenti.
Secondo il mito originale, Lamia era la bellissima regina della Libia, figlia di Belo: essa ebbe da Zeus il dono di levarsi gli occhi dalle orbite e rimetterli a proprio piacere. Presto Lamia catturò il cuore di Zeus provocando la rabbia di Era, che si vendicò uccidendo i figli che suo marito ebbe da Lamia.
L'unica figlia ad essere risparmiata fu Scilla; probabilmente, anche Sibilla si salvò.
Lamia, lacerata dal dolore, iniziò a sfogarsi divorando i bambini delle altre madri, dei quali succhiava il sangue. Il suo comportamento innaturale fece in modo che la sua bellezza originaria si corrompesse, trasformandola in un essere di orribile aspetto, capace di mutare forma e apparire attraente per sedurre gli uomini, allo scopo di berne il sangue.
Per questo motivo la lamia viene considerata una sorta di vampiro ante litteram
Nel Medioevo
Nel Medioevo, lamia era sinonimo di strega, mentre nella tradizione della Cappadocia si crede che Lamia fu la prima sacerdotessa del culto di Lilith.
Interpretazioni moderne
Le lamie vengono citate nel concept album dei Genesis The Lamb Lies Down on Broadway; esse vengono rappresentate come creature femminili dal corpo "simile al serpente" e seducono il protagonista Rael nel tentativo di divorarlo. Inoltre, la canzone Prodigal Son dall'album Killers degli Iron Maiden contiene una preghiera a Lamia.
Ippocampo
L'ippocampo (da non confondere col cavalluccio marino) è un raro animale marino della mitologia greca, molto frequente nei miti classici.
L'ippocampo è un cavallo con la parte inferiore di pesce o delfino (guarda immagine).
Secondo i miti greci, il carro di Poseidone era trainato da un esemplare di questa bestia.
Il suo nome deriva dal greco Hippos (cavallo) e Kampos (mostro marino).
kraken
Il Kraken è un mostro marino leggendario dalle dimensioni abnormi; il suo mito ha origini molto antiche, ma si è sviluppato soprattutto fra il Settecento e l'Ottocento, forse anche sulla base dei resoconti di reali avvistamenti di calamari giganti. Viene generalmente rappresentato come una gigantesca piovra, con tentacoli abbastanza grandi da avvolgere un'intera nave.
In norvegese, krake indica un animale malsano o aberrante (in analogia alle forme inglesi crank e crook). In tedesco, krake significa piovra.
yale
Lo Yale o Eale, anche detto Centicore, è un animale leggendario che appartiene alla mitologia europea. Viene descritta come una capra o un'antilope, una creatura a quattro zampe e con corna che può ruotare completamente.
Origine del mito
La sua leggenda potrebbe originarsi dalla descrizione di un bufalo d'acqua indiano, capace di spostare in avanti le corna per la difesa. Il nome deriva dall'ebraico "yael" "capra della montagna".
fonte wikipedia
Lo yale viveva nell'India meridionale, aveva una piccola barba caprina e dalla sua testa spuntavano due corni a spirale. I corni erano delle temibili armi in quanto lo yale poteva spostarli a piacimento facendogli assumere le posizioni più utili durante il combattimento
arpie
Nella mitologia greca, le arpie (le "rapitrici") sono creature mostruose, con viso di donna e corpo d'uccello. L'origine del loro mito deve forse ricondursi a una divinificazione del vento. In seguito, esse vennero a personificare le avversità che colpivano intere popolazioni: guerre, carestie, epidemie e cataclismi.
fonte wikipedia
Le arpie sono rappresentate nella mitologia greca come esseri dal corpo di grosso volatile, e testa di donna. Figlie di Tifone ed Echidna, che generarono anche Chimera, Cerbero e l'Idra, tra gli altri, esse si manifestavano durante le tempeste, portando con sè i naufraghi.
La stessa etimologia greca del termine "arpia" deriva dal verbo rapire. Sconfitte dai Boreadi, furono costrette a nascondersi nelle isole Strofadi.
Nel fantasy moderno, la descrizione fisica delle arpie è rimasta invariata, ma il loro modo di agire si è arricchito di effetti ammaliatori che ricordano il canto delle sirene, per evidenziarne la natura pericolosa ed ingannevole.
gorgoni
Le Gorgoni sono figure della mitologia greca, erano figlie di Forco e di Ceto.
Erano tre sorelle, Steno, Euriale e Medusa. Di aspetto mostruoso, avevano ali d'oro, mani con artigli di bronzo, zanne di cinghiale e serpenti al posto dei capelli e la loro bruttezza era tale da impietrire chiunque le guardasse. La gorgone per antonomasia era Medusa, la più famosa delle tre e loro regina, che, per volere di Persefone, era la custode degli Inferi.
A differenza delle sorelle era mortale. Il mito narra che Perseo, avendo ricevuto l'ordine di consegnare la testa di Medusa a Polidette, signore dell'isola di Serifo, si recò prima presso le Graie, sorelle delle Gorgoni, costringendole a indicargli la via per raggiungere le Ninfe. Da queste ricevette sandali alati, una bisaccia e un elmo che rendeva invisibili, doni ai quali si aggiunsero, uno specchio da parte di Atena e un falcetto da parte di Ermes.
Così armato, Perseo volò contro le Gorgoni e, mentre erano addormentate, guardandone l'immagine nello specchio divino di Atena per evitare di rimanere pietrificato, tagliò la testa a Medusa e la chiuse subito nella bisaccia delle Graie. Dal tronco decapitato di Medusa uscirono, insieme ai fiotti di sangue, il cavallo alato Pegaso e Crisaore, padre di Gerione.
Perseo donò la testa della gorgone alla dea Atena, la quale la fissò al centro del proprio scudo per terrorizzare i nemici.